La manovra economica recentemente approvata è giustamente rigorosa. Ma essendo appunto una manovra e non una riforma, è giusto sottolinearlo, non soddisfa purtroppo le necessità primarie di rinnovamento del Sistema Paese. Per questo motivo il Documento Economico Finanziario è purtroppo orfano di quegli indirizzi che avrebbero potuto dare una svolta effettiva e quanto mai necessaria nel restituire impulso al mondo del lavoro e ritrovata libertà al suo accesso.
Se ne era parlato nei giorni immediatamente precedenti al dibattito e alla votazione: l’abolizione degli ordini professionali e dei relativi esami di stato per l’ingresso agli ordini stessi avrebbe rappresentato un passo fondamentale per indirizzare il Paese verso quella modernità liberale di cui c’è sempre più bisogno. Lo hanno ricordato a più mandati i vertici di Viale dell’Astronomia e, in più occasioni, se ne è parlato fin dall’ultimo governo di centrosinistra, quando la lenzuolata di liberalizzazioni ci aveva provato, arenandosi però in uno sterile dibattito con i tassisti romani, a controprova della mancanza di volontà di effettiva andare fino in fondo. Continue reading






